Stampa questa pagina
Venerdì, 03 Marzo 2017 08:32

Massoneria, il Presidente delle Logge siciliane: “Sequestro degli elenchi? Nulla da temere, siamo persone perbene”

Scritto da

Recca“Noi siamo completamente sereni, perché sappiamo che al nostro interno tutti i fratelli sono persone perbene e non hanno nulla a che vedere con la criminalità organizzata”.

A parlare così è Antonio Ernesto Recca, che presiede in Sicilia la Massoneria del “Grande Oriente d’Italia”: intervistato da ilSicilia.it, risponde in questo modo al sequestro degli elenchi dei massoni siciliani, disposto dalla Commissione parlamentare antimafia, guidata da Rosy Bindi.

Recca, ragusano, di lavoro fa il giornalista e da alcuni mesi presiede le Logge siciliane, quelle – per intenderci – sulle quali è puntata la lente d’ingrandimento dell’Antimafia nazionale. Da Presidente del “Collegio dei Maestri Venerabili” dell’Isola, non ci sta all’equazione massoni=mafiosi, e spiega come in Sicilia il Grande Oriente abbia organizzato negli anni decine di convegni e iniziative pubbliche. Nessuna segretezza, dunque, ma “il rispetto della privacy, che è un diritto tutelato dalla legge“. “Chi entra nella nostra Istituzione – spiega – rispetta i requisiti previsti dalla Legge e non può avere alcuna pendenza con la Giustizia. Nei nostri Templi, infatti, accettiamo soltanto cittadini irreprensibili, perché la nostra è una scuola iniziatica che ha come scopo l’elevazione spirituale e il miglioramento dell’uomo. Non certo altri scopi che nulla hanno a che vedere con la Massoneria”.

“Da un po’ – afferma – siamo presi di mira, perché ci sono organizzazioni che si definiscono massoniche, nelle quali ci può essere qualche mascalzone, ma che non c’entrano niente con il Grande Oriente d’Italia, che è la più grande e antica Istituzione massonica italiana. L’aver sequestrato gli elenchi delle quattro maggiori obbedienze italiane e non avere chiesto nulla alle restanti 150 organizzazioni sedicenti massoniche (di cui in certi casi nessuno sa niente) è triste, perché vuol dire che c’è un pregiudizio nei nostri confronti, che abbiamo sempre rispettato le regole e la Legge”.

E ancora, “Spero solo che quanto affermato dalla Bindi sia vero e cioè che il sequestro non è un attacco alle Istituzioni massoniche, ma serva per proteggerle da eventuali attacchi esterni o sospetti. Mi auguro, però, che gli elenchi non finiscano sui giornali o su Internet, perché a quel punto vorrebbe dire che l’intento non è affatto quello dichiarato”.

Infine, Recca spiega che il provvedimento dell’Antimafia non avrà alcun effetto sulla tenuta dei massoni siciliani: “Tutti i fratelli sono tranquilli. Non c’è panico, perché non abbiamo nulla da temere e anzi, una volta appresa la notizia, in tantissimi hanno pubblicato sui social un’immagine con la bandiera tricolore e la scritta “Io sono massone”, a riprova che simili azioni non fanno altro che accrescere l’orgoglio di rivendicare la nostra appartenenza alla Libera Muratoria”.

di Nicola Funaro

 

Per leggere l'articolo originale (sul sito di ilSicilia.itcliccare qui.

Letto 1531 volte Ultima modifica il Lunedì, 06 Marzo 2017 19:39
Devi effettuare il login per inviare commenti